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Sardonia e Terra Battuta presentano
Laura Zidda
dal 13 al 19 giugno 2021
Via San Domenico 10
09127 Cagliari
GLIMPSE
Laura Zidda, al tempo della composizione di queste tele, tornava in Sardegna dopo una lunga esperienza formativa all'estero, e vive per la prima volta a Cagliari.
La città inesplorata prende vita nelle sue tele richiamando il concetto di “bello” come siamo abituati a riconoscerlo grazie ai modelli che i grandi paesaggisti ci hanno fornito: gli scorci che hanno catturato l'attenzione dell'artista sono puliti, ordinati, sono sorgenti di stimoli a cui corrispondono sensazioni che l'artista chiarisce e comunica, ricercando un modello di valori che rispecchia il modo con cui si prende coscienza del luogo.
Poi l'artista acquisisce una nuova consapevolezza: raccontare la storia di un luogo significa confrontarsi con esso alla luce del suo presente, e non solo attraverso i luoghi “senza tempo”, che si riproducono immutati nell'immaginario collettivo.
Ecco che nascono i paesaggi di una Cagliari che conoscono solo coloro che la vivono nel proprio quotidiano; una città che porta i segni del naturale scorrere del tempo: il senso di fragilità è ben rappresentato nelle “rughe” delle pareti, così come la caducità è messa in scena dal quel poster di Magritte che presto si staccherà...
I paesaggi non sono i soli a presentarci il quesito del tempo: il ritratto della madre ci interroga con occhi solenni, e sembra chiedersi quanta giustizia si ha di fronte al moto inesorabile del tempo, sebbene si mantenga viva la lotta dialettica dell'essere madre e l'essere donna.
L'autoritratto ci informa con un'espressione ambigua, causata dalla rima del labbro leggermente
contratto, dallo sguardo critico e forse indulgente, che sembra sprofondare nella sua stessa immagine.
È la testimonianza di un'autovalutazione.
Allora Laura continua la propria ricerca in una dimensione della consapevolezza diversa da quella
razionale, prendendo in esame i suoi sogni. Atmosfere caotiche e notturne rinascono nella tela grazie a un lavoro di trascrizione durato un anno. Sono queste le opere che danno luce alle proprie incoerenze, a quei “mostri” che di notte si manifestano sotto il segno onirico, come la donna nuda al centro di una stanza adornata dagli stessi elementi che abitano inconsciamente la mente dell'artista.
“Rappresento qualcosa che ha il diritto e il desiderio di esistere e di essere riconosciuto, e accettato per quello che è”. Demetra Puddu
Una trasmissione sardonia
Un film di Vittorio E. Pisu
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